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AGOSTO 2004
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VIAGGIO NEL KERALA, INDIA
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In collaborazione con Sebin Pinackatt dall’Iter Veda Tours (www.iterveda.com) abbiamo organizzato un viaggio dedicato alle danze, alla cultura indiana ed ai trattamenti ayurveda proposti dal resort ayurvedico ISOLA DI COCCO, in Kerala. |
Il resort si estende per 40 ettari di terra nella foresta di palme di cocco, circondato da acque miste dolci e salate, laghi e lagune, in una posizione unica in cui il tranquillo fiume Poovar si unisce al Mare Arabico.
Isola di Cocco Ayurvedic Heritage Resort è situato sulla costa sud ovest dell’India,inserita dal National Geographic Traveller tra le 50 destinazioni mondiali che meritano di essere visitate nel corso di una vita. E’ un incantevole isola nell’entroterra di Poovar, un vero angolo di tranquillità e benessere, che offre la possibilità di sistemazione in villette in muratura, e villette in legno Kerala Heritage la sistemazione che avevo scelto per il gruppo, perchè sono le case tradizionali del Kerala di 200 anni fa, costruite in legno pregiato, in stile architettonico della dinastia Travancora. Le case sono state acquistate in tutta la regione meridionale indiana, ri-assemblate e fornite di ogni comfort. Costruite con giardino interno e bagno a “cielo aperto” come la tradizione del Kerala, le villette
sono distribuite omogeneamente nel parco ed offrono una piacevole combinazione di confort moderno ed architettura tradizionale indiana.
Altrettanto piacevole l’organizzazione del nostro soggiorno. Al mattina presto iniziavamo sulla riva del mare con gli esercizi di KALARIPPAYAT, basati su una delle tradizioni più antiche ancora praticate nel mondo, le cui radici si trovano nel Dhanurveda , una antica tradizione marziale del Kerala.
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Abbiamo seguito poi lezioni di DANZA INDIANA con due insegnanti che arrivavano da Trivandrum.
Naturalmente abbiamo dedicato tempo anche alle le DANZE MEDITATIVE e la GESTUALITA’ . Ci sono stati momenti magici sulla riva del fiume. |
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Molto bella è stata anche la serata in cui invitato un gruppo di professionisti perché si mostrassero le diverse danze dell’India (fra qui quale la danza Kathakali) Le origini della danza“drammatizzata” più suggestiva dell’India risalgono a 500 anni orsono, all’epoca in cui si danzava nei cortili dei templi. Ne esistono oltre 100 varianti!! Il Kathakali non è semplicemente una forma di danza, poiché contiene anche elementi di yoga e medicina ayurvedica. |
Per conoscere meglio la realtà del paese che ci ha ospitato abbiamo poi visitato le Suore Salesiane in un paesino vicino all’Isola di Cocco, il piccolissimo ospedale, ed un centro per le donne a Trivandrum. Una gita ci ha portato a Kanyakumari (capo Comorin), la punta punto estrema dell’India, dove il golfo del Bengala incontra l’oceano Indiano ed il Mar Arabico ed in occasione del Chaitrapurnima (termine tamil che indica il plenilunio che cade generalmente in aprile) è possibile assistere ad uno spettacolo assolutamente unico: si possono infatti vedere il sole tramontare e la luna sorgere sull’oceano nello stesso istante.
Immaginate quanto possa essere affascinante fare le danze, meditazione o una gestualità in questa occasione. Non è una meraviglia??? Abbiamo visitato inoltre il Gandhi Memorial, che custodì le ceneri del Mahatma fino a quando non furono gettate in mare.
Il contatto con le Suore Salesiane è nato dopo il mio incontro, insieme a mio marito Aldo, con Suor Nancy Pereira a Bangalore, che ci ha fatto da guida in mezzo agli slums. Suor Nancy Pereira è moltomolto conosciuta anche in Italia, e si dedica come Madre Teresa di Calcutta con tutto il suo essere ai più poveri dei poveri, dando ai suoi assistiti la possibilità di ottenere microcrediti, ed aiutandola tantissimi bambini ad andare a scuola.
Segue un racconto di Enzo Cucciniello, un partecipante al viaggio.
Bambini e lagune del Kerala

La vegetazione tropicale, in gran parte costituita da palme di noci di cocco e di banane, è straordinariamente appariscente per la sua opulenza, una bellezza che viene esaltata dalla presenza di acque di laguna e di bracci di mare.
Ma il vero fascino del Kerala ci viene trasmesso da uomini, donne e bambini che hanno la loro modesta abitazione di canne di bambù ai bordi delle acque lagunari tranquille fino all’arrivo e dl passaggio, nel mese di giugno, del monsone.
La povertà, attenzione non la miseria, è diffusa e manifesta, eppure il comportamento, stesso atteggiamento degli abitanti delle lagune, in particolare delle donne, è quasi principesco nelle vesti e nell’incedere, molte volte, con uno o più vasi sovrapposti di terracotta appoggiati sulla testa.
La stessa capitale, Trivandrum, densamente popolata, ci fa capire, che nelle ore di punta, la confusione è grande, ma disciplinata!
Le strade, regolarmente dissestate e sconnesse, vengono percorse da migliaia di automezzi di tutte le forme, che si fanno largo zigzagando da destra a sinistra,, non risparmiando i timpani dei pedoni per l’uso sconsiderato del clacson.
Luccicanti autovetture biancolatte di marca Ambassador, sono state “inventate” per distinguerle facilmente da tutte le altre in quando fungono da servizio di taxi di lusso, collaborando con i più modesti “tuc-tuc”, tipici autoveicoli traballanti su tre ruote,.
Ma quello che più impressiona del Kerala è la presenza intensa della comunità dei pescatori, la cui cita da sempre si svolge, durante la notte, su solidi barconi (la cui forma ricorda incredibilmente le nostre gondole), costruiti durante il giorno artigianalmente a mano sul bagnasciuga delle eccezionali lunghe dorsali di sabbia dorata finissima, dove i pescatori si dedicano anche alla manutenzione ed al riordino delle reti da pesca.
Verso l’imbrunire, finalmente, arriva il meritato riposo in semplici capanne vivificate dalla presenza di donne e bambini, che si vedono ma non si sentono!
La famiglia dei pescatori ci appare, così, serena e forse, un po’ malinconica. Gente che affronta la dura realtà del vivere quotidiano con grande dignità e rispetto per loro stessi e per gli altri.
Ai viaggiatori che transitano con frettoloso pudore, i bambini dei pescatori non chiedono “soldi” ma penne per scrivere da usare nelle loro modeste scuole.
L’augurio è che i pescatori del Kerala con le loro famiglie e d i loro bambini, anche per un gemellaggio con la nostra gente di mare, siano aiutati affinché possano sorridere di più alla vita!
Sono già molti di figli del Kerala adottati a distanza da italiani ed europei che li aiutano fino al giorno in cui approdano all’università.
Uno in più, sarà il nostro, come riconoscenza per l’insegnamento ricevuto.
L’articolo è stato pubblicato sulla rivista Lagunamare ottobre/novembre 2004
Grazie Enzo
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Tante persone hanno lasciato il cuore in India dopo con questo viaggio che abbiamo fatto.
Ci sono persone che sono ritornate spesso ed un'altra coppia ha fatto domanda di adozione a tutti gli effetti ed aspetta i permessi per portare in italia due fratellini.
Questo racconto offre alle persone che hanno partecipato a questo viaggio la possibilità di tornare indietro nel tempo, al tempo del nostro viaggio. A quanti non hanno partecipata sarà venuto la voglia ed il desiderio di andare in questo luogo meraviglioso, che nello stesso tempo ci insegna tante cose nella vita.
Sono sempre a vostra disposizione per dare ulteriori notizie se avete bisogno
o se volete fare un viaggio con le danze in INDIA.
Tel. 031 48.30.33 oppure 328 77.177.67.
joyce@danzemeditative.com
Un saluto ed un ringrazio di cuore
Joyce
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