![]() |
![]() |
||||||||
AGOSTO 2005 -
VIAGGIO IN GRECIA
|
![]() |
Lui è stato il mio insegnante in Germania per tantissimi anni. E’ veramente una persona speciale. Lui E’ la danza. Danzando le Danze Greche vedo davanti ai miei occhi lui: Kyriakos Chamalidis. La cosa più bello è però danzare le danze Greche in Grecia. Dove c’è un altro atmosfera, dove c’è un'altra energia, dove ci sono i Greci che danzano tutti. |
Come preparazione al viaggio ho organizzato seminari invitando Vassilis. Lui ci ha portato la cultura, i strumenti ed i vestiti. A Tavernerio (Como) abbiamo avuto un incontro speciale dove Vassilis ci ha portato Michalis Zografidis dell’isola di Karpathos . Lui fa parte del gruppo che ha pubblicato il CD “Traditional Songs and dances of Karpathos”. Durante il viaggio abbiamo rivisto lui nel suo
Paese Olimbos (Karpathos) . E’ stato veramente bellissimo.
![]() |
In Grecia la danza non può essere concepita separatamente dal contesto specifico che la circonda. La danza non è solo passi e movimenti del danzatore, ma anche il suo stesso corpo, il suo costume, li altri che danzando con lui e quelli che siedono intorno. E’ la musica ed i musicisti, il canto ed il cantante. Questo ho rivisto quando Michalis ha suonato e Vassilis ha danzato. Era un tutt’uno. |
Questo immagine posso richiamare davanti ai miei occhi ancora oggi.
Il fatto di isolare i passi dei piedi e di presentarli come la danza, è degradante ed offensivo. Infatti, se qualcuno vorrà leggere qualcosa sulla danza tradizionale, troverà solamente libri con le “impronte dei piedi”. Questi libri illustrano la meccanica dei piedi, ma non insegnano a danzare; nel migliore dei casi, esistono per ricordarci, spesso con errori, una danza precedentemente imparata.
Per questo quindi il viaggio in Grecia:
KASSOS dove abbiamo danzato le DANZE MEDITATIVE all’alba con visto sul mare.
C’era spesso il vento, ma la musica, l’atmosfera e la danza ci hanno conquistato.
A Kassos ho lasciato il mio cuore.
A Karpathos abbiamo potuto assistere, dopo una lunga camminata, ad una festa (panighiri).
IL PANIGHIRI DI S. GIOVANNI A OLIMBOS (ISOLA DI KARPATHOS).
![]() |
Ogni anno il 29 Agosto, al Capo Vorkounda (1 ora e mezzo di cammino dal villaggio di Olimbos, al nord dell’isola), dove esiste l’omonima chiesetta, gli abitanti di Olimbos festeggiano S. Giovanni, la festa più importante del villaggio. |
Grazie, inoltre, alla fama che ha conquistato Olimbos (è uno dei pochi villaggi in Grecia che ancora mantiene intatte molte delle sue tradizioni), attira l’attenzione di molti visitatori (greci e stranieri) e offre opportunità di studio a ricercatori di varie specializzazioni. Il panighiri di Olimbos è la più importante manifestazione anche per il resto degli abitanti dell’isola di Karpathos.
A parte il significato religioso della giornata, che secondo il protocollo ecclesiastico si rispetta una rigida sequenza (partecipazione alla messa serale, processione dell’Icona, digiuno, partecipazione alla tavolata comune ecc.), per gli abitanti del posto, questo giorno è un evento sociale. Questo evento viene “sigillato” con la danza, della quale il rito si sintetizza in questa frase: “chi, indossando cosa, quando ballerà e in quale posizione del cerchio”.
Come nel passato, anche oggi, la madre che ha figlie non sposate è quella che deciderà in quale posizione del cerchio, cioè, accanto a chi, dovrebbe entrare sua figlia per ballare. Esiste una particolare strategia che viene seguita da queste donne per “pilotare” l’ingresso della loro figlia nel cerchio della danza. Le stesse, come sposate e soprattutto con due figli, non ballano più in pubblico. Questo, però, non ne ostacola la loro presenza alla manifestazione, durante la quale, senza attirare l’attenzione dei presenti, organizzano in silenzio il “proxeniò” (trattative di matrimonio). Per questo scopo hanno preparato adeguatamente le loro figlie, perché a queste ultime non è permesso presentarsi all’evento senza saper ballare e cercare di imparare i passi al momento della danza. La sua abilità nella danza è una qualità in più (e molto importante) per la futura sposa.
Esistono regole precise che determinano la scelta della sposa e il loro riflesso viene constatato in questo evento danzante. Riguardano in modo particolare le persone che partecipano al cerchio, come tra l’altro succede in tutte le manifestazioni danzanti pubbliche nel villaggio, p.es. nella danza Pasquale oppure, ancora prima, nella danza della Domenica in piazza. La partecipazione nel cerchio viene determinata, soprattutto, dalla posizione sociale dei candidati e dall’età dei ragazzi. Così, da allora, l’esistenza di due cerchi separati era il risultato delle differenze sociali che dividevano gli abitanti di Olimbos. Nel primo cerchio partecipavano gli uomini sposati di ogni età, ragazzi giovani in età di matrimonio di famiglie benestanti e ragazze non sposate, sempre di famiglie benestanti. Nel secondo cerchio partecipavano ragazzi di minore età, ragazzi non sposati di famiglie povere e ragazze non sposate, sempre di famiglie povere. Eccezione alla regola erano i ragazzi con grandi abilità nella danza che gli permetteva di partecipare al primo cerchio, malgrado la loro appartenenza in famiglie povere.
Fedeli alle tradizioni locali, rafforzate dall’isolamento geografico del villaggio dal resto dell’isola, gli abitanti di Olimbos non vedono di buon occhio i visitatori e soprattutto il loro ingresso al cerchio della danza. Oggi, però, meno severi nelle loro abitudini, accettano la presenza di visitatori ma continuano a non permettere il loro ingresso nel proprio cerc hio. Così, si crea un secondo cerchio al quale partecipano tutti i visitatori. La differenza è anche ottica, visto che le donne del villaggio indossano i loro costumi tradizionali, che li cambiano 2 o 3 volte durante la festa. Gli uomini, da molti anni, indossano vestiti “normali” occidentali. Nel secondo cerchio predominano i jeans e le varie stoffe commerciali, di cottone colorato.
![]() |
Durante i due giorni che dura la festa, intorno alla tavolata comune, si mettono su, due danze. Nella prima, che si fa la sera della vigilia, partecipano le “kanakàres”, cioè, le primogenite e tutte le ragazze che sono in età di matrimonio, insieme ai loro parenti sposati e agli uomini non sposati. |
Chi vuole “guidare” la danza (ballare nel “kavos”), prende posto alla fine del cerchio insieme alla donne che accompagna e aspetta il suo turno. Questa posizione si chiama “stroghirou”, cioè, aspettare che il primo compie un giro completo della danza. Si sottolinea che tutte le danze di Olimbos si fanno in cerchio.
La danza inizia con “mantinades”, cioè, canzoni improvvisate su musiche da ballo. Segue il “kato choròs”, il “zervòs”, per finire alla danza di “pano choròs” che predomina tutta la notte. Queste danze si alternano fino all’alba, quando tutti si fermano per seguire la messa.
La seconda danza, altrettanto importante alla prima, è la danza che si fa il giorno della festa del Santo ed ha inizio dopo il pranzo. In questa danza appaiono per prima volta le secondogenite e le altre figlie di ogni famiglia, che obbligatoriamente sono accompagnate da un uomo di famiglia (padre, fratello, zio, cugino ecc.). E’ considerato grande onore per ogni ragazza, come anche nella danza precedente, “guidare” il cerchio (ballare accanto a “kavos”), perché alle donne di Olimbos non è permesso “guidare” la danza. Queste posizioni appartengono agli uomini. Le ragazze non devono ridere durante la danza. Serie e molte volte inespressive, eseguono i passi di “pano choròs” con grande abilità e maestria, al punto che un occhio inesperto crede che loro seguono il ritmo della danza con passi semplici. Loro, però, in realtà, eseguono passi complessi e difficili sia tecnicamente che nello stile.
Vassilis Polizois
In nessun paese europeo la danza locale è così viva e così legata alla vita quotidiana, come in Grecia. Le persone che hanno vissuto questo viaggio ricordano i momenti speciali, spesso magici.
|
|
|